La Terra illuminata dal Sole vero
Il terminatore fra giorno e notte è calcolato dalla posizione solare reale all’ora corrente. Le luci delle città si accendono solo sul lato in ombra, e all’alba il bordo del pianeta si scalda dove il Sole rade la superficie.
Centinaia di satelliti, adesso
I dati orbitali arrivano da CelesTrak e vengono propagati con SGP4, lo stesso modello che usano i tracker professionali. Le posizioni si aggiornano in continuo e si muovono in modo fluido, non a scatti.
Ogni orbita, disegnata
Clicca un satellite: la camera lo raggiunge, gli resta agganciata mentre viaggia a 27.000 km/h e traccia il giro completo che sta facendo attorno al pianeta.
Quando la vedi a occhio nudo
Indica dove sei e OrbitView calcola i prossimi passaggi realmente visibili: quelli in cui tu sei già al buio ma il satellite è ancora illuminato dal Sole. Con orario, durata, altezza sull’orizzonte e luminosità stimata.
Il cielo dal punto in cui sei
La vista si sposta a terra e guarda in su: stelle, punti cardinali sull’orizzonte e i satelliti che attraversano il cielo sopra la tua testa, esattamente come li vedresti uscendo di casa.
Avanti e indietro nel tempo
Un cursore sposta l’istante mostrato di ore o giorni. Scegli un passaggio dalla lista e ti ritrovi lì, all’ora giusta, con lo sguardo già puntato nel punto di cielo in cui comparirà.
Il cannone di Newton
Nel 1687 Newton disegnò un cannone su una montagna: spari piano e la palla cade, spari abbastanza forte e cade *attorno* alla Terra. È un esperimento che si può fare qui dentro, con la gravità vera — e alla fine si scopre che per restare su non bisogna andare in alto, bisogna andare di lato.
Gli otto pianeti, dove sono stasera
Un interruttore e la camera esce dall’orbita terrestre. I pianeti non stanno dove starebbe bene disegnarli: stanno dove sono davvero, calcolati dagli elementi orbitali del JPL. Il tempo scorre accelerato, due giorni al secondo, e li si guarda muoversi.
Con le loro lune
Entra in un pianeta e trovi quelle che contano: la Luna, i quattro satelliti che Galileo vide attorno a Giove, Titano, Encelado, Tritone che gira all’indietro. Gli anelli di Saturno ci sono. Quelle di Urano orbitano coricate, perché è coricato lui.
E poi si esce dal sistema solare
Un interruttore e la camera arretra finché la Terra non è un puntino. Attorno restano quattromilasettecento stelle: tutte quelle a cui conosciamo almeno un pianeta. Clicca e ci entri dentro, con le orbite disegnate e la scheda del sistema.
Un centinaio di pianeti temperati
Filtra per distanza, o tieni solo i pianeti nella fascia di temperatura in cui l’acqua potrebbe restare liquida: ne restano poco più di cento, su quasi seimila. Il più vicino gira attorno a Proxima Centauri, a quattro anni luce e due mesi.
Anche in scala vera
Un secondo interruttore toglie la scenografia: le stelle tornano dove sono davvero, grandi e luminose quanto le vedresti, e le orbite si ricalcolano su semiasse, eccentricità e periodo reali. Uno slider comprime le distanze, perché a scala uno-a-uno lo spazio è quasi tutto vuoto.